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La bambina con gli occhi di sole. Aveva gli occhi di sole, gli occhi di chi, ha quella luce speciale dentro e ancora non lo sa. Gli occhi di chi avrebbe sempre cercato giustizia e verità. Gli occhi di chi, non avrebbe mai lasciato nessuno in balia delle difficoltà o di un destino avverso. Gli occhi di chi trema davanti all’indifferenza alla solitudine agli sguardi assenti. Aveva gli occhi pieni d’amore…un amore cosi grande e straordinario, da fare tremare i cieli e la terra. Aveva gli occhi pieni di sole… e la gente, non se ne accorse mai.©Monica Cannatella

Dimmi dove hai conservato le carezze che non mi hai mai dato. Se dalla soffitta della memoria, le hai spostate in un cassetto del cuore o, se le hai gettate via dalla finestra dell’anima per non averne più memoria alcuna. Dimmi perchè non mi hai mai concesso un ballo, dove eri quando c’era bisogno di tirare su le coperte. Dove si posavano i tuoi pensieri mentre aspettavo una fiaba della buonanotte che non arrivava mai. Dove si muovevano i tuoi passi quando avevo l’aria stanca e mi sarebbe piaciuto che tu tu fossi lì con me, per accorgerti che nei miei occhi, c’erano montagne che crollavano. Dimmi dov’eri quando c’era da tirare un pugno a quel compagnetto che mi prendeva in giro… Quando mi sono innamorata per davvero. Quando ho smesso d’amarti… Dimmi cos’avevi di più importante da fare per non accorgerti che mi avevi persa per sempre… Che non faceva più neanche tanto male.©Monica Cannatella

Penserò a me un giorno… ma non oggi! Forse domani o, chissà , tra qualche secolo. Ci penserò, promesso! Ed avrò cura dei miei sentimenti e delle mie rughe. Dei miei gerani mezzi appassiti e di tutti gli amori mai sbocciati. Mi amerò davvero quel giorno, a dispetto di tutte le volte in cui mi sono detestata. Mi amerò forte. E splenderò come grano al sole. Penserò a me giuro! Ma oggi no, oggi è troppo presto. Ci penserò…un giorno.©Monica Cannatella

A te (per me)

A te, che avresti voglia di fermarti e mandare tutto al
diavolo ma continui a correre fino a perdere il respiro.
A te, che ogni giorno è diventato uguale all’altro
e non trovi più il senso delle cose.
A te che ti ostini a guardare il cielo sperando che un
Dio in cui non credi più, ti mandi un qualche segnale
e ti spieghi il senso di tutto quello che hai vissuto.
A te, che cerchi di rendere felici tutti e affoghi nella
tua infelicità.
A te, che passi distratta davanti le vetrine e non ti specchi
più, perchè quello che vedi, sono solo occhi stanchi e un
sorriso spento.
A te, che hai dato più di quanto potevi dare, ed hai finito
col perdere tutto.
A te, che nessuno ti ama come meriteresti, ma che continui
ad amare come chi non sa fare altro.
A te, che sei speciale e non ti viene mai detto…
A te, che sei diamante puro e non lo sai.
A te, che non trovi mai le parole e allora scrivi.
A te, per te, cara me stessa, grazie!
Per quello che semplicemente sei.

©Monica Cannatella

Che triste luna stasera… sembra che non le vada neppure di illuminare il firmamento. Mi sembra stanca e pallida, sola e sperduta. Ha l’aria di chi, ha visto troppo amore, ma a lei, non è mai toccato goderne. Si specchia nel mare sperando di trovare compagnia stasera. Che sia un pesce o una sirena un relitto da ammirare o un mollusco con cui chiacchierare un po’. L’ho vista guardarsi attorno… forse in cerca di una stella cadente per un saluto veloce. Che a far parte di un sitema si fa presto! Ma se poi ti senti sola comunque? Far parte di un sistema, non sempre significa farne parte per davvero o essere accettati. Se devo vivere nella solitudine, preferisco fare un tuffo nel mio amato argenteo mare e non risalire mai più pensò. E si tuffò… e non riemerse mai. Ed il mondo si spense, lei si spense. E fu allora che il mondo intero si accorse di quanto fosse importante. Peccato che la luna era triste quella sera, e scelse di andare dove aveva sempre desiderato.©Monica Cannatella

E voglio che il vento mi accarezzi quando mi sento nostalgica. Che il sole mi baci quando mi sento brutta, perché il sole bacia le belle dicono… E voglio poter far finta di aver dimenticato l’ombrello a casa quando piove, cosi posso bagnarmi senza sembrare matta. E voglio poter saltare nelle pozzanghere per ridere dei miei vestiti sporchi come non mi hanno mai lasciato fare da bambina. Tirare un calcio ad un pallone come se fossi un maschiaccio, senza nessuno che mi ricordi che le persone adulte, queste cose non le fanno. E voglio ridere, tanto! Ma non riderò più da morire… Riderò da vivere!©Monica Cannatella

L’ho trovato quel posto poi… Quello dove speravo che un giorno, io e te, potessimo diventare finalmente noi. Un posto dove non scorre il tempo, dove non dobbiamo fare i conti con le assenze. Quel posto che sa di profumi antichi e di finestre mai chiuse, di ginestre e ricordi, di istanti rubati al mondo. L’ho trovato! Stava in un angolo di soffitta, dentro ad un sogno che non ho ancora fatto. Dentro ad un sogno, che sogno di fare da una vita.©Monica Cannatella

Aspetti una lettera che non arriva mai, e affidi parole al vento. Riempi i giorni con promesse che infrangi, e costruisci sogni su fogli di carta bagnata. Ti affacci a finestre che danno su muri spessi e immagini che oltre, ci sia un giardino in cui le rose sbocciano anche d’inverno. E non le guardi mai le nuvole, non lo guardi mai il cielo. Perché tu hai altro a cui pensare… Come sei finita nella fiaba sbagliata, come attraversare i prati senza calpestare i fiori, come vivere senza dar fastidio. E ti trovi brutta, e buffa anche, e ridicola qualche volta. Ma fai spallucce e, sorridi! E non ti importa alla fine di quel che pensa la gente, l’importante è quello che pensi tu. E aspetti una lettera, riempi i giorni, ti affacci alle finestre. E forse un giorno, le rose, sbocceranno davvero in inverno.©Monica Cannatella

È andata così… Tra un urlo e il tuo orgoglio abbiamo sempre messo lo spazio del mare tra di noi. Ed è andata così…che ognuno, ha preso strade diverse, e le vie dei nostri pensieri, non si sono mai incrociate. Non voglio cercare colpevoli e non voglio fartene una colpa. Ognuno ha messo il cuore nella direzione opposta. Non ci incontreremo mai! Nelle idee… Nei valori… Nella cognizione di cosa è giusto e di cosa non lo è. Noi, troppo differenti e distanti. Tu non hai voluto amarmi, ed io, non ho mai saputo farlo. Ed intanto, il ricordo di tutti i giorni in cui abbiamo visto sorgere il sole insieme, è sbiadito come una stoffa antica. È andata così… perché non credo potesse andare diversamente.©Monica Cannatella

Nessuno tocchi i bambini perché è sacrilegio. Nessuno posi la propria mano su di loro se accompagnata da gesti o sentimenti poco nobili. Nessuno osi sfiorarli se non è una carezza colma d’amore che deve raggiungerli. Nessuno deve permettersi di privarli dei loro sogni della loro vita. Nessuno tocchi i bambini perché in loro, è riposta la speranza di un mondo migliore. Nessuno li tocchi, mai!© Monica Cannatella

Oltre il muro di Berlino

Oltre il muro, la speranza
che uccide l’indifferenza.
Oltre il muro, il cielo che
scalderà ogni tuo inverno.
Oltre il muro un mare per
cullarti.
Oltre il muro, la vita, curerà
ogni tua ferita.
Oltre il muro, nessun dolore
niente spari che colpiscono
il cuore.
Oltre il muro una melodia
potrai sognare di andartene
via.
Oltre il muro c’è un’altra te
puoi fare un salto e arrivare
da me.
Oltre il muro potrai danzare.
E forse, un giorno
ricominciare.

©Monica Cannatella

Ciao Principessa… Volevo scusarmi, non mi sono comportata bene con te. Volevo che sapessi che ti amo. Magari a volte non sembra, ma giuro che è cosi! E mi dispiace che tu, spesso, ti convinca del contrario. Non volevo darti contro, ma ci sono eventi che non posso cambiare nemmeno io. Avrei voluto farti crescere tra roseti senza spine e fili d’erba soffice, ma ci si è messo di mezzo anche il destino. Avevo promesso a me stessa di prendermi cura di te e di proteggerti sempre, invece, hai fatto tutto da sola. Forse, avrei dovuto stringerti in un abbraccio caldo, farti sentire che eri importante, che la tua presenza qui nel mondo, era necessaria. Ho sentito le tue preghiere quella sera, quando impaurita e spersa, speravi che quelle carezze, si fermassero lì , non andassero oltre. Ed avrei voluto non farti sentire cosi infelicemente sola, avrei voluto cancellare quei battiti folli e impazziti di paura. Avrei voluto…ma sono rimasta ferma, per attimi interminabili. Volevo chiederti scusa… Per ogni volta che ho infierito Per ogni sogno infranto Per quello che ti ho tolto Per ciò che non ti ho dato Per il tempo che ho rubato Per ogni amore perduto Per la mia indifferenza Per la mia arroganza Per averti tolto la speranza Per non averti salvata. Non posso rimediare, ma forse, possiamo ricominciare. Io e te insieme, come due vecchie amiche. Consapevoli entrambe, che l’importante sarà esserci. Togli l’armatura principessa, ho smesso di farti la guerra. Con affetto, la signora vita.©Monica Cannatella

Lettera a me stessa

Mia cara, ho deciso di mettere su carta tutto quello che può servire a farti riflettere e stare bene.
Con la speranza che, quando ti smarrirai, prenderai questo foglio tra le mani e tutto ti sarà più chiaro.
Non lasciare che gli avvenimenti negativi ti cambino, nessuno ti ridarà quel che eri.
Ricordati di non permettere a nessuno di toglierti il tuo meraviglioso sorriso…sei cosi bella quando lo regali alla gente.
Abbi cura di te stessa sempre, perché nessun altro lo farà !
Non fermarti mai a curare le tue cicatrici…perché nel momento in cui ti fermi, qualcuno ne approfitterà per colpirti ancora.
Fermati ogni giorno ad apprezzare il sole, il mare i fiori…perché è giusto tener presente che non tutti possono e, nel rispetto di chi non può, non devi rimanere insensibile di fronte a tanta bellezza.
Ricordati che, non puoi e non devi rimanere indifferente davanti
all’altrui bisogno.
Trova sempre un momento, una parola, il tempo per ascoltare chi alza un silenzioso grido d’aiuto.
Ma, ricordati anche di non mettere mai te stessa al secondo posto lasciando il primo agli altri.
Tu hai sempre avuto la pazienza di aspettarli , non è detto che loro sappiano fare lo stesso.
E, rimanere indietro senza nessuno pronto ad aspettarti, ti farà male.
Lascia che la gente pensi e dica quello che vuole, tu sola sai cosa hai sofferto, quanta fatica ti è costata diventare quel che sei.
E smettila di pensare sempre che non sei abbastanza, forse sono gli altri che non sono abbastanza per te.
Rispettati, per una volta mettici impegno nel volerti bene.
Lo so, è difficile !
Di bene non ne hai conosciuto tanto…ma ammetterai che adesso, c’è qualcuno per cui valga la pena di essere rimasta la ragazza dolce che eri, che sei sempre stata.
Troppo spesso hai permesso agli altri di darti per scontata, fa che non accada mai più !
Quando, come nei giorni scorsi, vedrai tutto buio, ricordati che hai affrontato notti che sembravano non finire mai, eppure, il giorno dopo tornava sempre il sole.
Rimani semplice, umile, sorridente, solare.
Questa è la vera te !
Non quello che gli altri hanno cercato di farti diventare.
Datti un valore, e non permettere mai a nessuno di contrattarne il prezzo.
Ama… ma soprattutto, amati !

© Monica Cannatella 

Io, se fosse possibile, vorrei arrivare a toccare quel pezzo di azzurro che sovrasta ogni cosa da tutta l’eternità.©

La storia di maiunagioia

Un giorno una gioia senza memoria
vagò per le strade in cerca di gloria.
Ma ognuno aveva il suo bel da fare
e non si fermavano ad ascoltare.
Vorrei regalarvi un po’ d’amore
esclamò gaia e con clamore.
Nessuno lo prese e rimase li
e lei lo trasformò in un lunedì.
Magari l’articolo era scadente
pensò riflettendo mestamente.
Adesso riprovo con la fortuna
magari a qualcuno interessa la luna.
Ma anche quel dono fu rifiutato
nessuno lo aveva per niente notato.
Gioia si arrese, ma non si spiegava
perché la gente non la notava.
Erano tutti troppo impegnati
col maiunagioia a morir dannati.
©Monica Cannatella

Madre

Non mi facevi mai una carezza, abituata anche tu a non riceverne mai. Ma io, avrei voluto che tu lo cambiassi il finale di questa storia, dandole un lieto fine. Invece no! La trama di quel film drammatico non cambiava mai! Si ripeteva ancora e ancora. Avrei voluto averti come amica…sai, dicono che sono una bella persona. Ma non c’era mai il tempo per ascoltare me. I miei sogni, le mie prime pene d’amore, le ho raccontate alla luna. Le lacrime disperate di una adolescente confusa e con mille paranoie, le ha consolate il mio cuscino. Spesso, soffocandone i singhiozzi.. Non sono mai riuscita a realizzare nessun desiderio… perché avevo paura di sbagliare. È sapevo che, nessuno mi avrebbe stretto in un abbraccio e consolata. Quando ti manca l’amore,, il tuo, quello che per natura dovrebbe essere il più grande di tutti quelli che verranno, ti senti sola in mezzo al mondo. Non sei mai riuscita ad amarmi come meritavo, e io, non sono mai riuscita a perdonarti per questo. Niente favole la sera, niente baci della buonanotte. Nessuna passeggiata al parco, niente panchine su cui fermarci a mangiare il nostro gelato insieme. Nessuna mano a sistemare i miei lunghi capelli di bimba ribelle. Niente! La tua assenza ha fatto male più di qualunque altro dolore. E adesso, per difendermi, sono io che mi allontano. Così non dovrò più sentirmi morire ancora per i tuoi continui abbandoni. Non lo sai tu, ma c’è stato un tempo in cui ti ho amata. Nonostante tutto! Ma quel tempo, è ormai dimenticato. Seppellito sotto le tue assenze di sempre.

©Monica Cannatella

Sulle panchine bagnate

Sulle panchine bagnate di rugiada
siamo rimasti muti ad aspettarci.
È non c’è alba che non speri
di vederci ritrovati lì un giorno.
Sulle panchine ormai incolore
è rimasto l’ultimo stralcio della
mia anima.
Tra un ricordo sbiadito e perduto
e un battito d’ali mai nato.
Sulle panchine mute ci ho lasciato
ogni speranza
nell’attesa che tu e io,
diventassimo noi .
Sulle panchine ormai fredde
l’ora è rimasta immutata e,
nell’aria, riecheggiano ancora
le nostre promesse.
Sulle panchine ormai vuote
c’è ancora profumo di speranza.

©Monica Cannatella 

Ogni volta che sei costretta a fare una scelta,anche se alla fine si rivela quella giusta,senti che un pezzo di te va via. Forse, perché non sempre le scelte giuste sono le migliori! ©Monica Cannatella

 

Donne

Dovreste imparare ad amarle sempre
queste donne.
Quando tengono il broncio e vi dicono
che non c’è nulla che non va…
Quando piangono e danno la colpa alla 
cipolla che hanno tra le mani…
Quando diventano pensierose ascoltando
una canzone…
Quando sono struccate,quando danno di
testa, quando dopo aver messo al mondo
un figlio, si sentono le più brutte del pianeta.
Amatele quando sorridono,
quando si sentono incomprese,
quando urlano,
quando cantano.
Amatele quando non hanno niente di meglio
da fare che rompere.
Forse, è cosi che vi daranno il meglio di loro…
quando avrete incominciato ad amare il peggio
e, nonostante tutto, continuerete a pensare che
lei, sia la cosa più bella che vi sia mai capitata.
 ©Monica Cannatella

Mai dire ad un bambino “tu non sei all’altezza”! Potrebbe mettersi in punta di piedi e arrivare a toccare il cielo se solo lo volesse. ©Monica Cannatella