Non c’eri mai tu. Mancavi quando fissavo il cielo in attesa che quell’azzurro mi facesse capire il perché. Quando felice come non mai ridevo di cuore sperando che la mia fragorosa risata arrivassi li da te,ovunque tu fossi…chissà dov’eri poi. E quando ho cercato un appiglio per salvarmi,per non annegare nella solitudine e nel vuoto dei miei giorni?No,non c’eri nemmeno allora…. Ti sei perso tante cose di me…ti sei perso me!©Monica Cannatella

11855715_879594262077341_948925604526447915_n

E scesi all’inferno. Perché tra tutte le cose che non mi ero mai perdonato,non ci fossi anche tu. E scesi all’inferno perché dovevo trovarti,ti avevo sempre trovata e, adesso, ne avevo bisogno più che mai. Perché ancora non ti avevo detto quanto ti amavo,quanto fosse importante la presenza costante dei tuoi giorni nei miei. Perché forse,la colpa del tuo essere li, era anche un po’ mia… Perché è più facile nascondersi dietro il dolore che affrontarlo. Dovevo venir li e tirarti fuori e, se il prezzo da pagare ero io,lo avrei pagato volentieri. Trovare te e riuscire a farti ricordare ciò che eravamo insieme,o perdere per sempre il lume della ragione e ritrovarsi a guardarci negli occhi senza sapere di noi,senza ricordare che ci eravamo appartenuti corpo e anima. E scesi all’inferno…Per strapparti all’oblio,per non lasciarti morire una seconda volta. E scesi all’inferno…e ti salvai…e mi salvasti. Perché a rinunciare si fa presto,ma a combattere per ciò che ami ci vuole coraggio. E noi,quel coraggio,ce l’avevamo!©Monica Cannatella-Al di la dei sogni-

11039306_799781120108286_395796547492134332_n

Ci si ritrova soli troppo spesso. Soli tra la gente,in mezzo alle parole,sotto i temporali.Tra sorrisi che troppo spesso sanno di lacrime ingoiate,negli attimi fuggenti che hanno solo un sapore amaro.Soli tra le note di una canzone,in un ricordo che sa di vago. Le persone non andrebbero mai lasciate cosi sole…rischiano di perdersi e non trovarsi mai più. E nessuno merita di sentirsi annullato dalla solitudine.©Monica Cannatella

12046833_930920546968831_4149680155279949647_n

Ci hai provato a dimenticare “quell’amore”,la vostra canzone,il modo in cui ti faceva sentire unica. Altroché se lo hai fatto! Ci hai provato con tutta te stessa più e più volte,fallendo miseramente ad ogni tentativo. Hai tolto e buttato via le lenzuola ancora impregnate del suo profumo,cambiato le tende di quel colore azzurro cielo che lui amava tanto perché gli ricordavano i tuo occhi,cosi ti aveva detto. Hai tolto le vostre foto, fatte nei momenti in cui ancora c’era felicità nei vostri sguardi colmi d’amore. Hai aperto le finestre e lasciato che il vento gelido si portasse via il fresco odore del suo dopobarba. Hai tolto ogni cosa…ma non sei riuscita a togliere lui dal tuo cuore. Li non ci sono finestre,niente vento che spazzi via ogni cosa. Li ci sei solo tu e quello che decidi di far rimanere. E se lo hai lasciato li,vuol dire che in fondo,”quell’amore” è ancora amore.©Monica Cannatella

12313621_958890690838483_4726390839139837786_n

Prendimi le mani.Tienile strette,fermale quando tremano. Prendimi le mani,al calar del sole,quando stanca per fatica e sentimenti non riescono più ad avere la forza per accarezzarti.. Prendimi le mani e, se non avrò la forza di non farle scivolare via dalle tue,tu sii forte al posto mio e trattienile. Prendimi le mani,è un bel modo di dire ad una persona che la ami,specialmente se dopo averle prese non le lasci andare mai più.©Monica Cannatella

12310677_960166397377579_7812995130898833253_n

Io sono: Donna,amante,madre,figlia,amica,sorella. Io sono: Maestra,cuoca,infermiera giocoliere,segretaria. Io sono:Conforto,comprensione,coraggio,certezza. Io sono:Meccanico,elettricista,pittrice,falegname. Io sono:Il modo,il tempo e il luogo. Io sono: Il faro,la riva,l’isola,il porto,la stazione. Io sono:Il perdono,l’amore,il consiglio,la tenerezza. Io sono:Tante cose,tante persone,tanti sentimenti. Io sono:Voce del verbo essere…donna!©Monica Cannatella

12295413_960165794044306_3613474896808327612_n

I picciriddi ca facci lorda. Li trovi n’mezzu i strati abbannunati ca cercanu elemosina e carizzi. Firrianu vaneddi e vanidduzzi e rari assai su li loro biddizzi. A facci lorda e mancianu miseria nuccenti senza culpa e sfurtunati. Si sentinu no cori la bufera e speranu ri essiri attruvati. Aspettanu miracoli pi festi ri natali pinsannu ca qualcosa po canciari. Un su diversi dalli nostri figghi è inutili ca vi fati meravigghia… Inveci di pinsari:”mischineddi”! aiutamuli a sintirisi in famigghia. Un atto di bontà vi custa picca e iddi si sintissiru al sicuru . Sintiti a mia,inveci ri commiseralli rinnemuci diversu stu futuru.©Monica Cannatella-Le parole della mia terra-

images

Quannu nascivu iu, la sfurtunata, u addu si zittiu dda matinata. li scecchi c’arragghiavanu, me matri chi chiancia: “Purtativilla fora… purtativilla via! Sta figghia a parturivu cuntannu li dulura e l’ura un mi paria ca la jttava fora! Un figghiu avia pirdutu, nautra già l’avia: chi ci vinisti a fari, pi cunsumari a mia?” Un chiantu si livò comu a vuliri diri: “Chi curpa tegnu iu si mi mittisti o munnu, cu ti l’addumannò i soffriri stu ‘nfernu? I lacrimi… i pinseri… a morti pi finiri! Si mi lassavi ‘n paci cu mi l’avia a cuntari?” Megghiu un canusciri mai u suli ca virillu ogni ghiornu offuscatu ri duluri… La virità è una: mittiti figghi o munnu e poi… iti circannu la scorcia e la pitrudda pi nun chiancirivi stu dannu. Pinsati a sti ‘nnuccenti, ca senza curpa e amuri tampasianu ‘nta terra priannu lu Signuri. Idda mi misi o munnu e tu mi ccià livari, unn’aiu chiù a forza i chianciri… e mancu ri campari!©Monica Cannatella-Le parole della mia terra-

images (2)

E scesi all’inferno. Perché tra tutte le cose che non mi ero mai perdonato,non ci fossi anche tu. E scesi all’inferno perché dovevo trovarti,ti avevo sempre trovata e, adesso, ne avevo bisogno più che mai. Perché ancora non ti avevo detto quanto ti amavo,quanto fosse importante la presenza costante dei tuoi giorni nei miei. Perché forse,la colpa del tuo essere li era anche un po’ mia… Perché è più facile nascondersi dietro il dolore che affrontarlo. Dovevo venir li e tirarti fuori e, se il prezzo da pagare ero io,lo avrei pagato volentieri. Trovare te e riuscire a farti ricordare ciò che eravamo insieme,o perdere per sempre il lume della ragione e ritrovarsi a guardarci negli occhi senza sapere di noi,senza ricordare che ci eravamo appartenuti corpo e anima. E scesi all’inferno…Per strapparti all’oblio,per non lasciarti morire una seconda volta. E scesi all’inferno…e ti salvai…e mi salvasti. Perché a rinunciare si fa presto,ma a combattere per ciò che ami ci vuole coraggio. E noi,quel coraggio,ce l’avevamo! ©Monica Cannatella Scritto ispiratomi dal film -Al di la dei sogni-

11039306_799781120108286_395796547492134332_n