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Archive for luglio, 2018

-La bambina con gli occhi di sole- Aveva gli occhi di sole, gli occhi di chi, ha quella luce speciale dentro e ancora non lo sa. Gli occhi di chi avrebbe sempre cercato giustizia e verità. Gli occhi di chi, non avrebbe mai lasciato nessuno in balia delle difficoltà o di un destino avverso. Gli occhi di chi trema davanti all’indifferenza alla solitudine agli sguardi assenti. Aveva gli occhi pieni d’amore…un amore cosi grande e straordinario, da fare tremare i cieli e la terra. Aveva gli occhi pieni di sole… e la gente, non se ne accorse mai.©Monica Cannatella

Dimmi dove hai conservato le carezze che non mi hai mai dato. Se dalla soffitta della memoria, le hai spostate in un cassetto del cuore o, se le hai gettate via dalla finestra dell’anima per non averne più memoria alcuna. Dimmi perchè non mi hai mai concesso un ballo, dove eri quando c’era bisogno di tirare su le coperte. Dove si posavano i tuoi pensieri mentre aspettavo una fiaba della buonanotte che non arrivava mai. Dove si muovevano i tuoi passi quando avevo l’aria stanca e mi sarebbe piaciuto che tu tu fossi lì con me, per accorgerti che nei miei occhi, c’erano montagne che crollavano. Dimmi dov’eri quando c’era da tirare un pugno a quel compagnetto che mi prendeva in giro… Quando mi sono innamorata per davvero. Quando ho smesso d’amarti… Dimmi cos’avevi di più importante da fare per non accorgerti che mi avevi persa per sempre… Che non faceva più neanche tanto male.©Monica Cannatella

Penserò a me un giorno… ma non oggi! Forse domani o, chissà , tra qualche secolo. Ci penserò, promesso! Ed avrò cura dei miei sentimenti e delle mie rughe. Dei miei gerani mezzi appassiti e di tutti gli amori mai sbocciati. Mi amerò davvero quel giorno, a dispetto di tutte le volte in cui mi sono detestata. Mi amerò forte. E splenderò come grano al sole. Penserò a me giuro! Ma oggi no, oggi è troppo presto. Ci penserò…un giorno.©Monica Cannatella

A te (per me)

A te, che avresti voglia di fermarti e mandare tutto al
diavolo ma continui a correre fino a perdere il respiro.
A te, che ogni giorno è diventato uguale all’altro
e non trovi più il senso delle cose.
A te che ti ostini a guardare il cielo sperando che un
Dio in cui non credi più, ti mandi un qualche segnale
e ti spieghi il senso di tutto quello che hai vissuto.
A te, che cerchi di rendere felici tutti e affoghi nella
tua infelicità.
A te, che passi distratta davanti le vetrine e non ti specchi
più, perchè quello che vedi, sono solo occhi stanchi e un
sorriso spento.
A te, che hai dato più di quanto potevi dare, ed hai finito
col perdere tutto.
A te, che nessuno ti ama come meriteresti, ma che continui
ad amare come chi non sa fare altro.
A te, che sei speciale e non ti viene mai detto…
A te, che sei diamante puro e non lo sai.
A te, che non trovi mai le parole e allora scrivi.
A te, per te, cara me stessa, grazie!
Per quello che semplicemente sei.

©Monica Cannatella

Che triste luna stasera… sembra che non le vada neppure di illuminare il firmamento. Mi sembra stanca e pallida, sola e sperduta. Ha l’aria di chi, ha visto troppo amore, ma a lei, non è mai toccato goderne. Si specchia nel mare sperando di trovare compagnia stasera. Che sia un pesce o una sirena un relitto da ammirare o un mollusco con cui chiacchierare un po’. L’ho vista guardarsi attorno… forse in cerca di una stella cadente per un saluto veloce. Che a far parte di un sitema si fa presto! Ma se poi ti senti sola comunque? Far parte di un sistema, non sempre significa farne parte per davvero o essere accettati. Se devo vivere nella solitudine, preferisco fare un tuffo nel mio amato argenteo mare e non risalire mai più pensò. E si tuffò… e non riemerse mai. Ed il mondo si spense, lei si spense. E fu allora che il mondo intero si accorse di quanto fosse importante. Peccato che la luna era triste quella sera, e scelse di andare dove aveva sempre desiderato.©Monica Cannatella

E voglio che il vento mi accarezzi quando mi sento nostalgica. Che il sole mi baci quando mi sento brutta, perché il sole bacia le belle dicono… E voglio poter far finta di aver dimenticato l’ombrello a casa quando piove, cosi posso bagnarmi senza sembrare matta. E voglio poter saltare nelle pozzanghere per ridere dei miei vestiti sporchi come non mi hanno mai lasciato fare da bambina. Tirare un calcio ad un pallone come se fossi un maschiaccio, senza nessuno che mi ricordi che le persone adulte, queste cose non le fanno. E voglio ridere, tanto! Ma non riderò più da morire… Riderò da vivere!©Monica Cannatella

L’ho trovato quel posto poi… Quello dove speravo che un giorno, io e te, potessimo diventare finalmente noi. Un posto dove non scorre il tempo, dove non dobbiamo fare i conti con le assenze. Quel posto che sa di profumi antichi e di finestre mai chiuse, di ginestre e ricordi, di istanti rubati al mondo. L’ho trovato! Stava in un angolo di soffitta, dentro ad un sogno che non ho ancora fatto. Dentro ad un sogno, che sogno di fare da una vita.©Monica Cannatella

Aspetti una lettera che non arriva mai, e affidi parole al vento. Riempi i giorni con promesse che infrangi, e costruisci sogni su fogli di carta bagnata. Ti affacci a finestre che danno su muri spessi e immagini che oltre, ci sia un giardino in cui le rose sbocciano anche d’inverno. E non le guardi mai le nuvole, non lo guardi mai il cielo. Perché tu hai altro a cui pensare… Come sei finita nella fiaba sbagliata, come attraversare i prati senza calpestare i fiori, come vivere senza dar fastidio. E ti trovi brutta, e buffa anche, e ridicola qualche volta. Ma fai spallucce e, sorridi! E non ti importa alla fine di quel che pensa la gente, l’importante è quello che pensi tu. E aspetti una lettera, riempi i giorni, ti affacci alle finestre. E forse un giorno, le rose, sbocceranno davvero in inverno.©Monica Cannatella